- Sai perché suono qui tutte le sere? Sempre
sulla stessa panchina da sette mesi?
Su quel tetto lì, proprio il tetto del
palazzo davanti a noi, sì, ecco… Su quel tetto lì ho avuto mio figlio. Ha setti
mesi ora, e mia moglie non me l’ha mai fatto vedere. Dice che bevo troppa vodka
e che suonare per strada non è il lavoro adatto a un padre di famiglia.
- Arsen, ma quanti anni hai?
- 23.
C’è da dire
una cosa: in Kazakhstan ci si sposa anche a diciotto anni. Quando l’ho scoperto
sono rimasta sbalordita. Mi sono immaginata in abito bianco, e mi è scoppiata
una fragorosa risata. Perché? Ancora non l’ho capito.
Essere
giovani, qui, è tutta un’altra cosa, e, come in tutto il mondo, esistono due
tipi di persone: i corretti, ed i condannati. Non so dire quale categoria sia
la più interessante.
Ero in un
parco, “Twenty-eight Panfilov Park”, costruito durante l’era sovietica, enorme,
bellissimo. Rose ovunque ed un verde realmente verde. Quel colore che sa di
natura. Mille stradine si diramano tra i vari giardini, si incrociano e si
perdono per poi sbucare in enormi spiazzali ricchi di imponenti monumenti. Ad
ogni via d’uscita, rimanevo senza fiato. Sono opere in onore dei caduti durante
il periodo di dominazione URSS, dallo stile pienamente futurista, in bronzo,
scure. Ferme, ma in movimento. Ti dominano dall’alto. E’ questo lo scenario
delle foto di nozze di tutte le giovani coppie kazake. In un’ora mezza avrò
visto almeno mezza dozzina di spose in vaporosi abiti bianchi. Ecco, se mi
doveste chiedere quale sia lo scenario adatto ad un matrimonio, di certo non vi
risponderei “Twenty-eight Panfilov Park”.
Penserei al Colosseo, al mare in tramonto, ad un paesaggio toscano. L’ho
spiegato alle mie coinquiline, la loro risposta mi ha lasciato senza parole:
fare le foto del proprio matrimonio qui è il modo migliore per onorare la
nostra Patria.
Gioventù corretta.
Più o meno
tutti tendono a sposarsi presto, a prescindere da quali siano le proprie
aspettative di vita. L’età del matrimonio si è anche alzata, prima già a
quindici, sedici anni si convolava a nozze.
Il discorso
principale è che l’istruzione pubblica c’è, ma solo quella obbligatoria, è
eredità del periodo sovietico. Si arriva ad un livello base di conoscenze, dopo
di che o hai una famiglia in grado di appoggiarti realmente, o la retta
universitaria non te la potrai mai permettere. Un’università “Pubblica” in
Kazakhstan costa quanto una privata in Italia. Qui la diversità si fa evidente.
Non c’è un ceto medio, o sei ricco, o sei povero. Povero. Nessun lavoro, anche
a causa del tasso alcolico. Ti ritrovi per strada, con una tenda da campeggio,
una chitarra ed un cappello.
Gioventù condannata.
Arbat Street
è un’isola pedonale in cui la sera si raduna la movida e si scontrano i due
mondi.
Giovani che
chiedono aiuto a Giovani.
Da una lato
della strada ventenni sorseggiano cocktail al tavolino, dall’altro - gli altri – ventenni bevono vodka seduti
sul prato.
