Due post, due volte inizio parlando di cibo, sarà perché
sono italiana.
Dunque, non
so chi di voi abbia mai avuto la fortuna di mangiare gli Struffoli, credo siano
tipici solo della Campania (mi lascio il beneficio del dubbio). I miei parenti
sono di Salerno, e la mia brava nonna campana li prepara sempre durante i
periodi di festa.
Vi
domanderete cosa ci capano i dolcetti di una nonna pseudo napoletana in un
diario kazako … Bhè, un motivo c’è, siate pazienti ed andate avanti con la
lettura.
Dopo mille
traslochi ho finalmente trovato la mia casa definitiva per i restanti trentatre giorni qui ad Almaty. Sono ospite
di due ragazze, due sorelle, kazake. La madre è veramente un amore, prepara
manicaretti tutti i giorni e non fa altro che ripetermi di prendere la seconda
porzione di ogni portata. Non abita qui con noi, ma ogni santissima mattina
viene in città con le buste della spesa e si chiude in cucina per tre o quattro
ore. Ieri, ho avuto il piacere e l’onore di assaggiare i Chak-Chak, dolci
tipicamente tartari più che kazaki. Insomma, queste leccornie non sono altro
che degli Struffoli con una forma diversa, con tanto di miele sopra, anziché
presentarsi come delle palline, sono delle striscioline di pasta dalla sagoma
irregolare. A prima vista ricordano tanto le Fonzies!
Tutto questo
per dire che nonostante i nonsoquantikm tra Almaty e Napoli, in fondo, non
siamo poi così diversi. Ho mangiato un dolce e mi sono sentita finalmente a casa,
niente più shock culturale, niente più malinconia.
Questo
collegamento culinario mi è piaciuto veramente tanto e lo so, son banale, ma forse
sarà vero che tutto il mondo è paese?
P.s. Non potete
neanche immaginare quanto sia difficile scrivere con le dita impiastricciate di
miele, ma che me frega: il computer mica è mio!
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